ENAC: i droni privati possono continuare a volare rispettando regolamento SAPR, DPCM e decreti

 

Secondo ENAC, lo stato di emergenza nazionale dichiarato il 31 gennaio non impedisce l’utilizzo dei droni perchè non è stata disposta alcuna specifica restrizione dello spazio aereo per lo svolgimento di interventi in risposta a una situazione di emergenza.

Con una nota pubblicata il 24 marzo sul proprio, ENAC ha chiarito che lo “stato di emergenza nazionale in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” dichiarato il 31 gennaio scorso e valido per 6 mesi in se stesso non impedisce a chiunque di utilizzare un drone in quanto non è stata disposta alcuna specifica restrizione dello spazio aereo per lo svolgimento di interventi in risposta a una situazione di emergenza.
Tuttavia, coloro che intendono far volare un drone devono rispettare il regolamento SAPR, la circolare ATM-09, gli spazi aerei riportati nelle AIP / sito d-flight, i divieti di pubblica sicurezza, le disposizioni DPCM e i decreti che disciplinano la sicurezza, i trasferimenti e la possibilità di svolgimento di attività lavorative dovuti all’emergenza COVID 19.

In sostanza, per effetto dei DPCM soltanto alle attività a cui è consentito restare aperte è permesso far volare un drone se l’operazione è attinente al lavoro dell’impresa, ovvero il drone sia uno strumento necessario per svolgere il lavoro. (Si tratta di una nostra semplificazione ci possono essere ulteriori particolari casi di utilizzo dettati da urgenza e necessità).

Chi usa un drone per divertimentonon potendo uscire di casa con questa motivazione, non può pilotare un drone a meno che il volo non avvenga in aree appartenenti alla propria abitazione e che ovviamente il volo rispetti i dettami del regolamento SAPR, la circolare ATM-09, gli spazi aerei riportati nelle AIP / sito d-flight, i divieti di pubblica sicurezza etc. Nel cortile di casa in mezzo ad una città è molto difficile che si possa realizzare in regola un volo ricreativo, trovandosi in uno scenario urbano. Lo stesso discorso vale per voli ricreativi con droni pilotati dai terrazzi in zone urbanizzate/residenziali. Si tratta di voli non compatibili con il regolamento SAPR. Ricordiamo anche che da sempre il volo del drone ricreativo / operazioni non critiche deve essere condotto a vista, VLOS.

Testo originale della comunicazione ENAC

Roma, 24 marzo 2020 – Ferme rimanendo le previsioni dettate con i diversi DPCM che si sono susseguiti dall’8 marzo 2020 in materia di restrizioni dovute all’emergenza COVID 19, questo Ente ha diramato, per le operazioni con APR, specifiche disposizioni valide unicamente per gli Enti indicati all’art 744 del codice della navigazione e per le Forze di Polizia (Nazionali e Locali) presenti sul territorio.
Per le altre tipologie di attività svolte con droni, continua ad applicarsi il Regolamento ENAC “Mezzi aerei a pilotaggio remoto” e la Circolare ENAC ATM-09.
Specificatamente, per l’applicazione dell’art. 7 comma 7 del Regolamento suindicato (‘I piloti remoti e gli operatori SAPR non devono effettuare il volo in prossimità o all’interno di zone in cui siano in atto interventi in risposta a una situazione di emergenza’) si comunica che non è stata disposta alcuna specifica restrizione dello spazio aereo per lo svolgimento di interventi in risposta a una situazione di emergenza.
Rimangono ovviamente ferme le restrizioni indicate nei diversi DPCM aventi ad oggetto sicurezza, trasferimenti e possibilità di svolgimento di attività lavorative dovuti all’emergenza COVID 19.
In ultimo, riguardo la disposizione con cui vengono deregolamentate le aree prospicienti agli aeroporti civili, zone in cui gli APR appartenenti agli Enti di cui all’art 744 del Codice della navigazione e alle Polizie nazionali/locali, possono operare fino a 15 metri di altezza dal suolo, si sottolinea che al momento, nessuna ulteriore eccezione può essere considerata assimilabile.
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