Coronavirus, l’Enac dà l’ok all’uso dei droni per monitorare gli spostamenti

Già diversi Comuni avevano iniziato, ma adesso c’è l’ok ufficiale. L’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha dato il «via libera» fino al 3 aprile all’uso in deroga dei droni per monitorare gli spostamenti dei cittadini sul territorio comunale «nell’ottica di garantire il contenimento dell’emergenza epidemiologica coronavirus». E’ quanto prevede la nota inviata ai ministeri dell’Interno, dei Trasporti e della Giustizia, allo Stato Maggiore dell’Aeronautica, all’Enav, all’Associazione nazionale dei comuni italiani e ai Comandi delle polizie locali.

I droni, prevede l’Enac, potranno operare «anche su aree urbane dove vi è scarsa popolazione esposta al rischio di impatto», non sarà necessario «il rilascio di autorizzazione da parte di questo Ente e non sarà richiesta la rispondenza delle operazioni agli scenari standard pubblicati». Il testo autorizza inoltre tutti gli enti dello Stato e le polizie locali dei Comuni ad impiegare i velivoli senza pilota «nell’ambito delle condizioni emergenziali dovute all’epidemia Covid-19, nelle aree prospicienti di tutti gli aeroporti civili».

Sono già diversi i comuni che si sono attrezzati in tal senso. «A Roma questa mattina i vigili hanno fatto oltre 7 mila controlli, di cui più di 5 mila su macchine in transito». Lo rende noto su Facebook la sindaca Virginia Raggi, che specifica che «gli agenti hanno verificato anche negozi e parchi. Al parco della Caffarella, insieme alla Protezione Civile, hanno usato anche dei droni». Quaranta le persone denunciate.

I droni soni già in uso in diverse località, tra cui Treviso, Verbania, Udine e Siena, così come in Puglia, sia a Bari che a Trani e Barletta. Per cui in caso di problemi la polizia municipale potrà intervenire con una propria pattuglia nelle zone dove si registrano assembramenti di persone o comportamenti vietati secondo le disposizioni del governo e le ordinanze del sindaco.

f/te internet