Dopo quello della NASA, per pilotare i droni con un gesto, anche Microsoft sta pensando a come realizzare un guanto “smart”, che comprenda una serie di sensori di input e output letteralmente a portata di mano. Certo, il progetto è ancora agli albori: per il momento, tutto ciò che abbiamo è un brevetto, depositato presso l’ufficio competente statunitense (USPTO – United States Patent and Trademark Office) nel 2018 e pubblicato dallo stesso solo la scorsa settimana.

Trattandosi di un mero brevetto, le informazioni sono poche e frammentarie, però sono in grado di dare un’indicazione di massima riguardo l’idea fondante alla base del progetto. Si tratta di un guanto smart composto da tessuti di diversa rigidità, allo scopo di soddisfare il requisito della comodità ma anche la necessità di inserire dei dispositivi di input e output.

Secondo le ipotesi avanzate da Patently Mobile, che per primo ha ripreso il brevetto, i guanti potrebbero includere dei dispositivi aptici che trasmettano all’utente degli output tattili, per esempio delle vibrazioni, ma si può pensare anche a meccanismi che limitino il movimento, per riprodurre la sensazione di essere tirati, spinti o stretti alle mani. Anche Sony aveva pensato a qualcosa di simile per PS VR.

Due tessuti di diversa rigidità: #102 e #104. Fonte: USPT

Proprio per questo motivo, la consistenza del tessuto non è un fattore secondario: com’è noto, molti dispositivi indossabili, ad esempio per la testa o i polsi, hanno delle parti rigide che ospitano i componenti elettronici, tuttavia nel caso dei guanti è importante considerarne anche la flessibilità. D’altro canto, potrebbe anche accadere che il tessuto vanifichi o attenui i segnali trasmessi, a partire proprio dalle vibrazioni percepite.

Come si vede nelle immagini, il guanto è composto da due parti di diversa rigidità: una, contrassegnata dal numero #102, è più flessibile, mentre l’altra, col numero #104, è più rigida. Il guanto smart potrebbe poi interfacciarsi con altri dispositivi, dalla tastiera al mouse, ma anche con un touch screen e un controller di gioco.

Ipotesi di tessuto. Fonte: USPTO