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Per i identificare i droni DJI sconosciuti e monitorare i loro spostamenti: basterà uno smartphone

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Per i identificare i droni DJI sconosciuti e monitorare i loro spostamenti basterà uno smartphone

 

DJI ha presentato un sistema che consente di identificare i droni in volo e quindi agevolare il monitoraggio del traffico aereo. Si basa su software e tecnologia wireless già presente sui più diffusi smartphone in commercio. Bisognerà attendere solo la certificazione internazionale.
DJI la settimana scorsa ha presentato una app per smartphone che consente di identificare i droni in volo e quindi agevolare il monitoraggio del traffico aereo. Il colosso cinese del settore, durante la conferenza ICAO Drone Enable di Montreal, di fatto ha fornito una soluzione per rispettare le future prescrizioni dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile.

Già a partire dal 2020 infatti il Regolamento Europeo imporrà in tutti i paesi comunitari che i droni sopra ai 249 grammi (open category) trasmettano tramite un protocollo wireless aperto il codice di identificazione dell’operatore e del mezzo, le coordinate GPS dell’operatore e del drone, direzione e velocità, etc.

 

L’app DJI consente proprio questo scambio informativo entro un raggio di 1 km o poco più. Durante la fiera canadese sono stati impiegati i modelli Mavic Air e Mavic 2 Enterprise dell’azienda, in abbinamento a comuni smartphone di Samsung, Xiaomi e Google. Da sottolineare che la maggior parte dei terminali in commercio supporta la tecnologia scelta da DJI per il sistema, ovvero il “WiFi Aware”. Lo standard permette agli smartphone di ricevere ed elaborare i segnali Wi-Fi direttamente emessi dai droni senza dover completare una connessione bidirezionale. Poiché non è necessario connettersi a una stazione base Wi-Fi, a una rete cellulare o a qualsiasi altro sistema esterno, funziona anche nelle aree rurali più remote.

In pratica, una volta avviata la app l’utente può identificare tutti i droni DJI in zona; la prospettiva è che anche gli altri produttori adottino questa o tecnologie analoghe. “L’ID remoto funziona come una targa elettronica per i droni, consentendo a qualunque curioso di avere informazioni su un drone in cielo e di saperne di più su ciò che sta facendo”, ha dichiarato Brendan Schulman, Vice Presidente per gli Affari Legali e Legali di DJI. “In tutto il mondo, le autorità aeronautiche hanno affermato che l’ID remoto è la chiave per consentire un uso più complesso dei droni e per risolvere i problemi di sicurezza. L’ID remoto diretto drone-to-phone di DJI dimostra che ci impegniamo a fornire una soluzione che sia immediatamente utilizzabile in tutto il mondo senza alcuna infrastruttura aggiuntiva”. Quest’ultimo punto è fondamentale, poiché oggi per l’identificazione bisogna affidarsi a servizi a pagamento specifici e aggiungere apparecchiature di telecomunicazione sul drone.

Attualmente la tecnologia in questione è ancora priva di certificazione internazionale ASTM, ma una volta ottenuta sarà rilasciato l’aggiornamento software per i droni e l’app di monitoraggio ufficiale.

F/te.Internet