Amazfit VERGE:

 

 

 

 

 

Amazfit Verge è il più recente smartwatch Huami ufficialmente importato nel nostro paese. Sicuramente qualcuno di voi avrà avuto a che fare in passato con Stratos o Pace ma si è sempre trattato di prodotti di importazione, che supportavano la lingua italiana solo grazie al lavoro di una community sempre attenta, preparata e sul pezzo.

Dallo scorso mese di ottobre, invece, prima con Stratos e poi con Pace, Huami ha iniziato a distribuire una versione ufficiale del sistema operativo con lingua italiana ed ha così aperto la strada per la commercializzazione della sua ultima creatura ovvero proprio Verge, di cui vi racconterò tutto in questa recensione.

DESIGN E MATERIALI

Probabilmente non siamo di fronte allo smartwatch più bello in assoluto, nemmeno tra quelli realizzati dalla stesa Huami, Stratos e Pace, almeno per il mio gusto, erano un pochino superiori sotto questo aspetto ma costavano anche di più al momento del lancio.

Questo Verge resta comunque ben realizzato con una scocca in plastica rigida con una finitura che potremmo definire soft touch, che gli conferisce una buona resistenza all’usura oltre che a graffi e urti di vario genere.

La forma circolare richiama quella degli orologi da polso più classici e il diametro del quadrante non è esagerato per dimensioni. Certo lo spessore resta abbastanza elevato e questo non contribuisce sicuramente a rendere il prodotto adatto ad ogni tipo di polso, anzi, fatico davvero a vederlo indossato dal pubblico femminile.

Il dettaglio che più mi è piaciuto è il modo in cui il cinturino si aggancia alla scocca dello smartwatch. Le due parti si inseriscono una sull’altra senza soluzione di continuità, come se uno fosse la naturale estensione dell’altro. Oltre che dal punto di vista estetico questa trovata è utile anche per quanto riguarda l’ergonomia. Il cinturino così preformato aderisce infatti in maniera perfetta al polso.

Il passo è standard e il cinturino in gomma può essere sostituito con uno dei tanti che possiamo trovare in commercio, proprio per via di questa particolare conformazione rischiamo però, sostituendolo, di perdere questa piacevole continuità di forme.

La mia colorazione, ovvero la Glacier White, ha sicuramente più personalità di quella completamente nera o blu scura ma deve piacere e resta più difficile da abbinare ad altri accessori.

L’orologio è certificato IP68 ed è quindi possibile immergerlo in acqua senza rischiare di rovinarlo. Nella parte interna della cassa abbiamo anche un sensore per il rilevamento del battito cardiaco che sporge in maniera impercettibile rispetto alla scocca senza quindi compromettere la vestibilità. Il peso di soli 46 grammi è poi tanto contenuto da far “sparire” il Verge indossato.

Per concludere una veloce considerazione sul pulsante di accensione, o di ritorno alla home, che serve anche per riattivare il display quando la rotazione del polso non è sufficiente. Carina l’idea di verniciarlo di rosso per contrastare il resto della scocca ma la posizione non è esattamente delle più comode e il click solo accennato. Insomma, si poteva fare di meglio.

Il display è un OLED da 1,3 pollici con risoluzione 360×360 pixel e si tratta di una novità assoluta se parliamo di prodotti Huami. I precedenti modelli erano infatti caratterizzati da una unità di tipo Transflective, in grado di garantire una maggiore autonomia ma visivamente meno d’impatto.

I neri sono ovviamente assoluti e la luminosità è abbastanza elevata da non far rimpiangere i precedenti modelli anche quando osserviamo il display sotto la luce diretta del sole. Oltre a questo abbiamo un sensore per il rilevamento della luminosità ambientale che permette una regolazione più precisa della retroilluminazione del display.

Non manca una sorta di modalità always on che a display spento mostra comunque sempre l’orario. Al contrario di altri prodotti della concorrenza non si tratta di un secondo display transflective che si attiva quando l’OLED è spento ma parliamo semplicemente dello stesso display OLED con luminosità ridotta ai minimi termini.

In definitiva credo che avere un display OLED all’interno di uno smartwatch sia ormai imprescindibile. Nessuna altra tecnologia è attualmente in grado di garantire colori così brillanti, una buonissima visibilità alla luce e allo stesso tempo un consumo energetico tanto contenuto. La modalità always on in un prodotto di questo tipo è fondamentale e non poterla attivare per paura di non arrivare a sera con l’autonomia è impensabile.

INTERFACCIA E FUNZIONALITA’

 

 

 

Se avete avuto a che fare con un prodotto Amazfit prima di questo Verge partite sicuramente in vantaggio nella familiarizzazione con il sistema operativo. Rispetto ai precedenti modelli cambia infatti davvero poco e navigare nell’interfaccia è davvero semplice ed intuitivo. Data la poca praticità del tasto Home ho apprezzato la possibilità di interagire interamente con lo smartwatch tramite il touch.

Il display si riattiva con un doppio tocco e subito vi troverete di fronte alla vostra watchface principale che potete scegliere tra le 11 pre-installate. Il sistema operativo offre una grafica moderna, pulita e minimale, nel complesso davvero piacevole.

Una volta all’interno dell’OS questo si controlla interamente tramite tocchi e swipe. Uno swipe verso sinistra vi permette di accedere prima ad un widget che potete personalizzare e poi, in seconda battuta, al menu delle applicazioni.

Lo swipe verso il basso apre il centro di controllo con i toggle rapidi per l’attivazione/disattivazione di diverse funzioni mentre quello verso l’alto vi permette di accedere all’elenco delle notifiche ricevute.

 

 

 

Le notifiche vengono sempre correttamente sincronizzate e possono essere attivate per ogni applicazione presente sullo smartphone. Purtroppo non è possibile interagire con esse se non per leggerle ed eliminarle. Anche l’eliminazione è però scollegata dallo smartphone e cancellando la notifica dal nostro Verge questa non verrà eliminata automaticamente sul telefono.

Le applicazioni non sono molte ma c’è tutto quello che serve nell’utilizzo quotidiano. L’unico elemento che veramente mi è mancato è la presenza di una applicazione che permettesse di effettuare pagamenti contactless. Si tratta tuttavia di una mancanza limitata al mercato europeo, abbiamo infatti l’NFC e in Cina ci sono app per i biglietti del bus e della metro.

In generale l’interfaccia si muove sempre bene, fluida e reattiva come si richiede ad un prodotto che deve essere il più semplice e immediato possibile.

Il microfono e l’altoparlante permettono di rispondere e effettuare chiamate quando lo smartwatch è collegato al telefono ma entrambi offrono un volume troppo basso e occorre quindi tenere l’orologio molto vicino al volto per ascoltare e parlare correttamente con l’interlocutore.

Attualmente non è possibile utilizzare il microfono per sfruttare le funzionalità dei più comuni assistenti vocali. O meglio, la versione cinese del software permette di interagire con l’ecosistema Mi Home, ad esempio, ma l’unica lingua supportata attualmente è il cinese.

Huami sta però lavorando all’ottimizzazione del supporto ad Alexa. Speriamo quindi che i lavori giungano al termine rapidamente e che si possa presto sfruttare l’assistente Amazon per interagire con la domotica.

SPORTWATCH

Questo Amazfit Verge offre anche una serie di funzionalità interessanti per quanto riguarda la raccolta di dati in merito alla nostra attività fisica giornaliera. Oltre al normale conteggio dei passi, al monitoraggio della frequenza cardiaca e alla valutazione delle calorie bruciate, la presenza del GPS permette anche di monitorare i nostri allenamenti e di avere statistiche più approfondite rispetto a varie attività sia indoor che outdoor.

Oltretutto, con la nuova versione dell’applicazione Amazfit, Huami ha anche integrato il supporto a Strava nativo. Se prima era infatti necessario passare per altre applicazioni per poter esportare i dati e caricarli su Strava, ora basta aggiungere il proprio account e, in maniera del tutto automatica, troveremo la nostra attività pronta per la condivisione una volta sincronizzati i dati dello smartwatch con l’applicazione Amazfit.

Posso quindi dirvi che dal punto di vista della traccia GPS siamo di fronte ad un prodotto molto affidabile. Lo scarto rispetto alla controparte Garmin su una corsa di 10 Km è stata soltanto di un centinaio di metri e, considerando il percorso in mezzo ai boschi, si tratta di un risultato davvero soddisfacente.

Meno bene invece il rilevamento del battito cardiaco. La stessa traccia mostra infatti un picco di circa 178 battiti prendendo in considerazione la registrazione del mio Forerunner e di soli 157 battiti sul Verge. Ora, mi piacerebbe essere così allenato ma mi conosco e so bene che la misurazione più affidabile è quella più elevata. Di conseguenza restano sballate anche la frequenza media e le percentuali di tempo trascorso nelle varie zone di frequenza.

Tutto ok quindi per quanto riguarda distanza percorsa, passo istantaneo, passo medio e stima della velocità di percorrenza ma meglio non fare troppo affidamento sul sensore cardio.

Si tratta di un difetto che ho però riscontrato soltanto sotto sforzo. A riposo infatti la misurazione resta abbastanza precisa, con uno scarto sul rilevamento istantaneo di 1-2 battiti rispetto a quella del 935.

Ho davvero apprezzato la possibilità di caricare mappe in formato gpx per poi utilizzarle durante gli allenamenti come riferimento. Una funzione che ho scoperto molto utile quando mi sono trovato a correre lontano da casa su un tracciato mai percorso prima.

Oltre alla corsa sono presenti molte altre attività ma stranamente manca una attività generica che possa essere utilizzata per esercizi cardio “da interno” che non siano quelli presenti singolarmente. Manca anche il nuoto, anche se la certificazione IP68 ne permette l’utilizzo in acqua.

AUTONOMIA

Concludiamo la nostra analisi con un giudizio riguardante l’autonomia. All’interno di questo Amazfit Verge troviamo una batteria che offre una capacità di 390 mAh. Non è la batteria più capiente che abbiamo visto fino ad ora a bordo di uno smartwatch ma riusciamo comunque ad avere prestazioni davvero molto buone.

Con la luminosità del display impostata al 50% e sensore per la regolazione automatica della stessa sempre attivo, always on e notifiche in push da WhatsApp, Telegram, Facebook, Messenger, Gmail, chiamate e SMS, riusciamo infatti a raggiungere 5/6 giorni di utilizzo continuativo. Disattivando l’always on possiamo aggiungere un giorno e mezzo di utilizzo al nostro conteggio.

Se utilizziamo questo Amazfit Verge per tracciare la nostra attività fisica sfruttando anche il GPS l’autonomia cala leggermente. Una corsa di 10 chilometri con GPS attivo comporta la perdita di un 3/4% di carica. Considerando due o tre corse nell’arco della settimana ecco che l’autonomia complessiva scende a circa 4 giorni pieni.

La ricarica completa dello smartwatch tramite la basetta di ricarica proprietaria richiede poi circa un paio d’ore.

CONCLUSIONI

Questo Amazfit Verge è senza ombra di dubbio uno degli smartwatch più interessanti sul mercato, specialmente considerando il prezzo. Attualmente disponibile su Amazon a 159 euro è un prodotto che può infatti soddisfare le esigenze della maggior parte degli utenti.

L’unico vera pecca è l’impossibilità di interagire con le notifiche se non per leggerle ed eliminarle (tra l’altro solo dallo smartwatch). Si sarebbe forse potuto aggiungere la tracciatura del nuoto e di una attività cardio generica, e indubbiamente integrare uno speaker più potente e un microfono più sensibile. A quel punto però, a 159 euro, saremmo stati davvero di fronte ad un prodotto senza rivali.

L’autonomia, il bel display, la reattività, la semplicità di utilizzo dell’interfaccia, la completezza delle informazioni mostrate in relazione alla registrazione delle attività e ovviamente il prezzo sono i suoi punti di forza. Se vi basta quindi un prodotto in grado di mostrarvi le notifiche e che funzioni molto bene anche come sportwatch allora tenete questo Amazfit Verge in assoluta considerazione.

Amazfit Verge Lite Smartwatch (Gray)

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